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Le AI fanno tremare Hollywood, Black Mirror ci azzecca ancora

Lorenzo Maselli • 18 Luglio 2023

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Molti di voi ricorderanno “Joan is awful”, il primo episodio dell’ultima stagione di Black Mirror uscita da poco, incentrata proprio sulle AI. L’ episodio vede Joan e Salma Hayek che interpreta la stessa Joan in una distopica serie tv che a quanto pare cosi distopica non è.

In questi giorni a New York è iniziata la protesta da parte dei lavoratori nel mondo dello spettacolo, al centro vi sono le paghe e l’uso dell’ AI.

Nell’episodio “Joan is awful” si vede la protagonista, appunto Joan, venire “intrappolata” in una serie tv che la rappresenta. Joan è legalmente vincolata alla casa produttrice (Streamberry) dopo aver accettato le classiche condizioni per accedere al servizio di streaming, così facendo ha dato il permesso a Streamberry di pubblicare sotto forma di serie televisiva tutta la sua vita.

Successivamente si scopre che l’attrice che la rappresenta (Salma Hayek) è a sua volta anche lei vincolata alla casa produttrice dopo aver venduto i suoi diritti di immagine per la produzione, la serie viene prodotta giornalmente con l’aiuto di una AI.

Questo per riassumere esattamente quello che sta succedendo in questi giorni nel mondo della cinematografia e del perché gli attori di SAG-AFTRA stanno protestando. Black Mirror ci ha solo visto lungo o sapeva quello che stava per accadere già da tempo?

Lo sciopero, che perdura dal primo Maggio, ha visto ricevere sempre più consensi e adesioni dal mondo dello spettacolo, ultima ad aggiungersi è stata la SAG-AFTRA, fusione della Screen Actors Guild e dell’American Federation of Television and Radio Artists, il sindacato che rappresenta 160mila attori del cinema e della tv.

Le proteste vertono sugli aumenti salariali, il ricalcolo dei diritti d’immagine e le tutele sull’uso dell’Intelligenza Artificiale. Ma quanto può effettivamente influenzare quest’ultima il mondo di Hollywood?

In questi giorni il capo negoziatore di SAG-AFTRA, Duncan Crabtree-Ireland ha raccontato che i maggiori produttori (Alliance of Motion Picture and Television Producers rappresentano Amazon, Disney, Apple, NbcUniversal, Netflix, Paramount, Sony, Warner Bros) hanno proposto di poter scansionare i volti degli attori non protagonisti pagandoli quanto un giorno di lavoro, e di poter quindi possedere e utilizzare la loro immagine “per l’eternità, in qualsiasi progetto, senza consenso e senza compenso”.

La proposta è ovviamente surreale, vorrebbe dire non avere più diritto di parola sulla propria immagine e i detentori dei diritti di essa potrebbero farci letteralmente ciò che vogliono, il tutto pagando una misera parte di quello che sarebbe uno stipendio intero per svariati giorni di riprese.

A questo punto voi penserete: “Vabbè ma allora è ovvio che nessuno firmerà mai questi accordi”. Purtroppo c’è chi farebbe di tutto per poter lavorare un minimo, anche giustamente, basterebbe quindi che una piccola parte si “sottometta” a questa follia per destabilizzare questo settore del mondo del cinema, se non tutto.

Ad oggi tutta via il vero problema già presente sotto forma di IA è la scrittura di soggetti e sceneggiature grazie all’uso di Intelligenze Artificiali come Chat GPT, Bard, Alpaca e molte altre ancora. Lo sceneggiatore John August, membro del comitato di negoziazione della Writers Guild of America (WGA), ha dichiarato che gli scrittori hanno due preoccupazioni riguardo all’IA: “

Non vogliamo che il nostro materiale le alimenti, e non vogliamo nemmeno correggere le loro prime bozze approssimative.

La WGA, che rappresenta gli scrittori cinematografici e televisivi americani, chiede specificamente una disposizione nei contratti in cui si afferma che gli sceneggiatori devono essere umani e proibisce l’uso di ChatGpt o sistemi simili per scrivere scene o altro materiale letterario. Chiedono inoltre che l’IA non venga utilizzata per generare materiale iniziale o sia integrata con il lavoro dei membri della WGA.

P.S. l’ultimo paragrafo è stato parafrasato da un altro articolo grazie ad un tool AI, per me non ha fatto un lavoraccio ma il problema è proprio che voi non lo avreste mai saputo se ora non ve lo avessi detto.

 

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