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La minaccia della bomba atomica: Top 3 film e serie Tv

Oliver Cigala • 6 Settembre 2023

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Il cinema, in tutte le sue espressioni artistiche, ha sempre avuto un occhio di riguardo per la minaccia atomica. Noi di Xeud abbiamo raccolto per voi tre opere, che a nostro avviso servono per non dimenticare gli orrori di quei terribili giorni.

Quando ad Albert Einstein fu chiesto, all’indomani della fine del conflitto, con quali armi si potrebbe combattere la Terza guerra mondiale, lui rispose: “Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta sarà combattuta con pietre e bastoni”.

Questa frase, che per certi aspetti può risultare ironica, testimonia un senso comune che di lì a poco si sarebbe diffuso in tutto il mondo, scatenando una paura che avrebbe accompagnato il genere umano fino ai giorni nostri.

Se la scienza avesse continuato gli studi sulle armi nucleari, si sarebbe arrivati entro pochi anni alla creazione di ordigni capaci di distruggere la vita sulla terra e l’intera umanità.

Correva l’anno 1945, precisamente il 6 agosto quando un aereo da guerra B-29 sorvolando la città giapponese di Hiroshima fece cadere non una bomba ma La Bomba, provocando centinaia di migliaia di morti e mettendo il primo punto per la capitolazione dell’impero nipponico, condizione necessaria per porre fine al secondo conflitto mondiale. Il secondo punto sarebbe stato sganciato il 9 di agosto, questa volta sulla città di Nagasaki, provocando altrettanti morti.

Il bombardamento delle due città

 provocò, oltre alla devastazione dello scoppio dei due ordigni, una serie infinita di conseguenze. Le piogge radioattive dei giorni successivi alla detonazione provocarono tumori e leucemie nella popolazione che miracolosamente si salvò dalla deflagrazione. In seguito, quello che si abbatté sulle due città giapponesi fu chiamato olocausto nucleare.

Little Boy, nome in codice della bomba fatta cadere su Hiroshima dall’ aereo bombardiere statunitense Enola Gay provocò all’istante la morte di quasi 80 mila persone radendo al suolo un’aerea urbana di poco più di 11 kilometri quadrati. Venne stimato che la temperatura al centro dell’esplosione si aggirò tra i 3 mila e i 4 mila gradi centigradi, per capirci il triplo della lava durante un’eruzione vulcanica.

Le vittime totali delle due esplosioni (Hiroshima e Nagasaki) oscillano tra le 230 mila e le 250 mila, comprendendo anche chi morì negli anni successivi per le conseguenze a lungo termine delle radiazioni. Questi numeri però non tengono conto delle terribili conseguenze subite dai sopravvissuti chiamati in Giappone Hibakusha (被爆者).  

Il mondo in quella lontana estate del ’45 cambiò radicalmente. L’essere umano fu messo per la prima volta davanti le conseguenze delle proprie scelte, fronteggiando la minaccia atomica che lui stesso aveva creato.

Le due potenze (USA e URSS) uscite vincitrici dalla guerra si schierarono in posizioni diametralmente opposte e consapevoli del proprio potere distruttivo usarono gli ordigni atomici come deterrente, sapendo entrambe di avere ordigni in grado di distruggere molto più di quello che serve per vincere una guerra, creando così un overkill nucleare.

Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Stanley Kubrick, genio indiscusso della storia del cinema, nel corso della sua carriera si è approcciato a moltissimi generi creando ogni volta un nuovo capolavoro. È questo il caso di quando nel 1964 sceglie come tema del suo ultimo film una commedia sulla minaccia atomica, anno in cui il terrore per un possibile olocausto nucleare negli Stati Uniti era alle stelle.

La guerra fredda era entrata nel suo periodo “caldo” essendoci stati pochi anni prima la crisi missilistica a Cuba. Crisi, per fortuna dell’umanità risolta, ma che generò un’isteria generale in tutto il mondo.

Il film è costellato dall’interpretazione di un cast stellare ma l’attore che risalta di più per via della sua triplice interpretazione è senza dubbio Peter Sellers, storico volto dei film della Pantera Rosa di Blake Edwards, che in questo film veste i panni del goffo e impacciato presidente degli Stati Uniti, quelli di un generale inglese di nome Mandrake tenuto in ostaggio e dell’inconfondibile Dottor Stranamore che per tutto il film cercherà di nascondere il suo entusiasmo per un possibile sterminio dell’umanità tramite una serie di tic esilaranti.

La trama è semplice quanto dissacrante. Il tutto ha inizio quando un generale dell’esercito degli Stati Uniti di nome Jack Ripper (interpretato da Sterling Hayden) decide deliberatamente di impartire ad una serie di bombardieri l’ordine “R”, una rappresaglia atomica contro un ipotetico attacco a sorpresa del nemico. Da qui in poi assistiamo ad una serie di situazioni al limite del paradosso in cui la comicità viene usata magistralmente per mettere a nudo le fragilità umane.

Con il recentissimo film di Nolan (di cui vi invitiamo a leggere la recensione) oltre al Bianco e Nero, l’opera di Kubrick ha in comune una triplice divisione dello spazio narrativo. La storia nel Dottor Stranamore ci viene mostrata da tre punti di vista differenti.

C’è lo spazio della caserma da dove il folle generale in preda a manie di onnipotenza lancia l’attacco nucleare, c’è poi il punto di vista dalla War Room in cui il presidente con i suoi collaboratori cerca disperatamente di bloccare l’aereo di cui si sono perse le comunicazioni ormai direzionato verso il suo obiettivo. Ci viene mostrato infine cosa accade su questo aereo e come il suo equipaggio accoglie l’ordine di attacco.

Un film consigliatissimo che riesce a trattare il terrore atomico in chiave tragicomica riuscendo a strapparci un sorriso che a volte risulta l’arma più potente contro l’odio e la paura.

Hadashi no Gen

Nel 1983 in Giappone vede la luce un anime autobiografico basato sull’omonimo manga di Nakazawa Keiji che racconta la testimonianza di chi ha vissuto l’incubo atomico sulla propria pelle. L’ opera è un tentativo, perfettamente riuscito, di mostrare la bestialità dell’essere umano ma allo stesso tempo donandoci il seme della speranza.

Il film racconta il terribile giorno del bombardamento di Hiroshima tramite gli occhi di un ragazzo che dovrà presto farsi adulto per sopravvivere a quei terribili giorni.

Le immagini della deflagrazione sono da far rimanere senza fiato. La distruzione dei palazzi e i corpi sciolti dal calore dell’esplosione ci rimandano un senso di spaesamento riuscendo a cogliere l’immediatezza dell’orrore. Tutto si colora in modo innaturale lasciando lo spettatore disarmato dinanzi a così tanta potenza e devastazione.

Lo scopo del manga e dell’adattamento anime del 1983 diretto da Mori Masaki, non è solo quello di impressionare ma ha un chiaro obiettivo educativo. Infatti, c’è una costante speranza che si riscontra nel protagonista che non si dà mai per vinto perché, citando le parole del padre: Nonostante il rigore invernale, la terra permette ai germogli di grano di crescere anche se calpestati molte volte.

Quello del mangaka è un inno alla sua stessa nazione di non dimenticare mai quello che è successo in quel terribile agosto di tanti anni fa, e allo stesso tempo di non farsi abbattere dalle difficoltà che la vita ci riserva.

Chernobyl

L’ultima opera che mi sento di consigliare si discosta leggermente dal tema della bomba ma è esplicativa di come la paura dell’olocausto nucleare non fosse un terrore infondato o ad esclusivo appannaggio degli statisti. C’è stato un momento nella storia recente in cui l’Europa ha temuto per la sua incolumità.

Sto parlando del 26 aprile 1986 quando la centrale nucleare di Černobyl’ subì un malfunzionamento riportando un’esplosione nel reattore numero 4. Nella storia dell’energia nucleare è ritenuto come il più grave incidente di questo tipo essendo l’unico, insieme a Fukushima, ad essere classificato nel settimo livello della scala di catastroficità INES.

La miniserie targata HBO del 2019 è stata creata e scritta da Craig Mazin lo stesso della serie Tv The Last of Us. La trama, divisa in 5 episodi, affronta delle tematiche importanti che riesce a trasmettere un senso di orrore davanti al quale ci viene da chiederci se è tutto vero quello che vediamo, la risposta sfortunatamente è che, come molto spesso accade, la realtà supera la fantasia.

Magistralmente diretta da Johan Renck (regista di alcuni episodi di Breaking Bad) la serie HBO per quanto tratti temi inevitabilmente complessi, si muove bene tra tecnicismi scientifici senza mai annoiare tenendo incollato lo spettatore mettendolo nelle condizioni di capire quanto stia accadendo episodio dopo episodio.

Nonostante sia un prodotto statunitense e pur raccontando il disastro che mise fine, in un certo senso, alla potenza sovietica, i fatti storici vengono riportati pedissequamente, non spettacolarizzando mai il disastro dimostrando al contrario una sensibilità che poche altre volte si trova in opere di questo tipo, dove si rischia molto spesso di manipolare il racconto della Storia.

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