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Indiana Jones: tutto quello da sapere sull’ultimo film della saga

root • 30 Maggio 2023

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Indiana Jones e il Quadrante del Destino è il quinto film della pentalogia di Indiana Jones. Diretto da James A. Mangold, famoso per aver diretto i due cinecomic Marvel, Wolverine – L’Immortale e Logan – The Wolverine, e prodotto da Steven Spielberg e George Lucas, il film ha come protagonista Harrison Ford nei panni dell’ormai famoso archeologo avventuriero Indiana Jones. Ad affiancarlo Phoebe Waller-Bridge, Mads Mikkelsen, Boyd Holbrook, Thomas Kretschmann, Toby Jones, Antonio Banderas e John Rhys-Davies. Le musiche sono state affidate a John Williams, già compositore dei capitoli precedenti.

Da Tetralogia a Pentalogia

Molti si sono sorpresi quando, dopo che ormai si pensava finita l’epopea di Indiana Jones con Indiana Jones e il Teschio di Cristallo, si sono ritrovati sotto gli occhi il trailer del quinto capitolo della saga. In realtà, già dal 2008 Spielberg e Lucas erano già interessati ad un nuovo film. Il progetto venne però accantonato dalla Lucas Film per dare spazio all’altro progetto, quello più monumentale, della casa cinematografica, ma se vogliamo anche il più profittevole e quello che stava più a cuore a George Lucas, la trilogia sequel di Star Wars e, insieme ad essa, l’espansione della saga al fine di ampliare l’universo esteso di Guerre Stellari. Si cominciò quindi a riparlare di un eventuale quinto film della saga di Indiana Jones dopo l’uscita di Star Wars; L’ascesa di Skywalker nel 2019 e, a causa dei ritardi provocati dal covid-19, il prodotto finito è arrivato solo nel 2023.

Cambio dietro la macchina da presa

Per quanto il futuro della saga resti incerto, per ora, la saga di Indana Jones arriva alla sua fine. E ciò, dimostrato anche dal cambio del regista, da Spielberg a Mangold. Spielberg però si è detto soddisfatto dal lavoro svolto da Mangold, affermando “Dannazione! Credevo di essere l’unico a sapere come farne uno!”.

Il commento dei critici

Dalla proiezione a Cannes 2023 sono emerse più voci discordanti tra loro. I più favorevoli, come Wired.it, si dicono “rassicurati: questo è proprio un film di Indiana Jones. Lo capiamo a livello epidermico perché vediamo che i dialoghi rimbalzano come fossero pugni di una scazzottata, veloci e divertenti; lo capiamo dall’uso delle musiche iconiche; lo riconosciamo dai suoni degli spari e dai cazzotti, un marchio della serie;  infine lo notiamo dalle trovate che gridano Spielberg, anche se il film non è diretto da lui ma da James Mangold, come il fatto che Indiana Jones indossi una uniforme nazista per confondersi con gli altri ma viene scoperto perché non si è accorto che sulla schiena c’è il buco dello sparo con il quale ha ucciso il primo proprietario dell’uniforme. Il resto del film, ambientato praticamente tutto negli anni ‘60, confermerà che Mangold ha capito tutto della saga e di come si possa girare oggi un altro Indiana Jones”. e che quindi concludono che «Indiana Jones e il quadrante del destino ce l’ha fatta: ha portato il passato nel presente.». I detrattori, come Gamesurf.it, criticano l’intera operazione, che infatti affronta la missione impossibile di realizzare un Indiana Jones che abbia il sapore antico dei primi film di Steven Spielberg con Harrison Ford, con la consegna di non cambiare nulla. Anzi: già che c’è, si preoccupa anche di rimediare come può ai cambiamenti invisi al pubblico operati da Il teschio di cristallo nel 2008″. Per essi infatti, le fondamenta del film sono già marcie in partenza, in quanto “Indiana Jones è un’icona del suo tempo e nessun nuovo film, bello o brutto che sia, può togliergli questo status, che non ha bisogno di riletture, aggiustate o consolidamenti di sorta. Cosa può dunque aggiungere un film a cui viene chiesto di darcene di più, ancora, con un protagonista ottuagenario e il divieto di cambiare alcunché? Nient’altro che una vuota ripetizione, buona per impenitenti nostalgici e allergici ai cambiamenti”.

L’impegno richiesto al regista, che pure fa quello che può per consegnare un prodotto che sia almeno in qualche modo guardabile dallo spettatore che non sia un appassionato nostalgico, è “Un’impresa ancora più ardua di quella toccata a Denis Villeneuve con il sequel di Blade Runner e a J.J. Abrams con Il risveglio della forza, perché lo spazio di manovra si è ulteriormente ridotto. A questo Indiana Jones viene chiesto di non creare nulla e di ripetere quanto visto in precedenza, rinforzando lo status quo del franchise”.

Il film quindi risulta arido e privo di novità, “questo perché il pubblico vuole così. Non importa se l’effetto è straniante e innaturale come vedere una nave triremo di epoca romana affrontare un aeroplano: abbiamo messo Indiana Jones sotto una teca, per preservarlo da ogni alterazione e gli chiediamo di continuare a essere sé stesso, anche quando è anacronistico, futile e persino pericoloso farlo.».

Mads Mikkelsen, il potenziale inespresso di un villain

Molte critiche però concordano sull’antagonista della storia, interpretato da Mads Mikkelsen. Attore eccelso e famoso per interpretare quasi sempre la parte dell’antagonista nei film, in questo quinto capitolo di Indiana Jones non gli viene dato lo spessore che meriterebbe. Difatti il suo personaggio viene scritto come un personaggio quasi anonimo, il solito villain di circostanza. Cosa che rende inutile l’utilizzo di un attore di così grande spessore e che rende chiaro come film del genere si basino solo sul carisma del protagonista (in questo caso un attore ottantenne che dovrebbe passare il testimone ai più giovani piuttosto che affermare senza riserve “Sono Indiana Jones. Quando me ne vado, lui se ne va”), cosa che a mio parere condiziona molto la qualità di un film, perché con questo modus operandi il film si chiude in un microverso che non ha possibilità di espansione, e quindi di nuova vita, con il risultato di riproporre sempre le stesse cose, cose ormai diventate stantie. Il commento di Cinefacts.it è piuttosto esaustivo: “Mads Mikkelsen è un cattivo poco incisivo, ma porta con sé il tema del tempo, cruciale in questo film, come suggerisce anche il ticchettio che parte dal nero a inizio film”.

Date

Mostrato in anteprima mondiale alla sezione Fuori Concorso del Festival di Cannes 2023 il 18 maggio, il film è previsto per l’uscita nelle sale italiane il 28 Giugno 2023. La sua durata complessiva è di 2 ore e 22 minuti.

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