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Black Mirror: ascesa e caduta in 6 stagioni

root • 15 Giugno 2023

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Era il 4 Dicembre 2011 ed il primo episodio di Black Mirror veniva trasmesso su Channel 4 per il pubblico britannico, la serie fu subito un successone, una ventata d’aria fresca rispetto alle solite serie tv già viste e riviste. Il 15 Giugno è uscita la sesta stagione della serie, ma tra grande trepidazione c’è anche chi teme un altro flop, giustamente, dato lo scarso livello delle ultime stagioni rispetto alle prime. Ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa ha reso grande questa serie e perché viene molto criticata nelle ultime produzioni.

Immaginate, è un’umida serata del Dicembre 2011 e siete seduti comodi sul vostro comodo divano inglese, state per guardare questa nuova serie annunciata da Channel 4 senza troppe anticipazioni. All’inizio sembra tutto normale, una classica principessa del Regno Unito viene rapita ed un classico primo ministro inglese riceve le direttive per la liberazione della poverina, ma quest’ultime non sono nulla di normale. Il primo ministro deve infatti avere un rapporto sessuale con un maiale. Per tutto l’episodio vi chiedete come cattureranno il rapitore, chi sarà l’eroe che salverà la principessa? Ma arrivati alla fine dell’episodio riesci a pensare soltanto: “Ei ei ma che diavolo, lascia stare quel povero maiale.” Abbastanza sconvolgente no?

Questo è stato Black Mirror per le prime due stagioni, un finale che ti sorprende senza un lieto fine, anzi, con un’accesa critica alla società moderna, all’uso della tecnologia e ai pessimi risultati morali che potrà portare in un prossimo futuro. La formula antologica (cioè che ogni episodio non c’entra nulla con il precedente) è vincente, permette di spaziare nei temi senza mai ripetersi e annoiare, ma allora cosa è successo dalla terza stagione in poi?

Nel 2015 Netflix acquista i diritti della serie ed annuncia una terza stagione da 12 episodi, che verranno poi divisi in due stagioni differenti. Le differenze si notano subito, le trame e i messaggi che vuole portare non si distaccano troppo dalle stagioni precedenti ma vi sono delle forzature ben evidenti e situazioni prevedibili, aspetto che non caratterizzava per nulla Black Mirror. La stagione in sé va in realtà molto bene ed è infatti la preferita di molti, tuttavia vi è un episodio che cambierà le carte in tavola per sempre: San Junipero.

Mi spiego meglio, anche io adoro San Junipero, il concetto è veramente interessante e l’episodio in sé è girato davvero bene, c’è solo un piccolo problema, qualcosa che non si era mai visto prima in Black Mirror se non lontanamente: sto parlando del bel finale rose e fiori. Come molti sanno San Junipero è stato accolto molto bene dal pubblico e dalla critica (92% su Rotten Tomatoes) e questo ha indubbiamente plasmato la produzione in vista delle stagioni successive.

La quarta stagione, purtroppo, cala ancora. Ci sono sicuramente pezzi buoni da salvare, come USS Callister (nonostante alcuni buchi di trama) e Black Museum, meta episodio che racchiude in sé praticamente altri quattro episodi, ma che risulta essere estremamente violento senza un vero e proprio messaggio, fare male al prossimo è sbagliato. Ok e quindi?

Si evince chiaramente come Brooker (scrittore della serie) stia sperimentando, forse troppo, portando a risultati scadenti. Metalhead non ha nulla di nuovo, non ha una vera e propria trama e non ti lascia nulla finito l’episodio. Hang the DJ è un vero e proprio plagio di San Junipero, fatto pure male.

Brooker continua la sperimentazione con l’uscita del film interattivo Bandersnatch, il quale risulta divisorio ma sicuramente innovativo per il suo genere.

Arriviamo finalmente alla quinta stagione la quale, semplicemente, non è Black Mirror. Prima dell’uscita ero parecchio elettrizzato, avevano annunciato solo tre episodi, bene, pochi ma buoni, si ritorna alle origini. Non potevo uscirne più deluso.

Dei tre salvo sicuramente Smithereens. Non tanto perché è quello che si avvicina di più al cinismo originale di Black Mirror o perché fino all’ultimo non sai cosa potrà accadere, ma sicuramente per la celestiale interpretazione di Andrew Scott (lo conoscerete sicuramente per alcuni spezzoni che compaiono su TikTok dove interpreta un prete).

Striking Vipers ha ancora un velo di cinismo e sicuramente ti lascia un certo amaro in bocca alla fine, ma da un certo punto di vista è anche un finale quasi romantico. Il riferimento alla tecnologia è abbastanza superficiale, l’idea è carina ma nulla di non già visto. L’episodio, ancora una volta, manca dell’arroganza e della sfrontatezza che caratterizzava le prime stagioni.

Rachel, Jack e Ashley Too è sostanzialmente un film Disney con un ex attrice Disney, fa già ridere così.

A questo punto il problema è abbastanza chiaro, Black Mirror non è più la serie underground di una trasmittente televisiva britannica e da buon fenomeno mondiale sotto un mega produttore quale è Netflix ha altri canoni da rispettare. Non fraintendetemi, non sto assolutamente criticando il lavoro di Netflix, anzi, ricordiamoci che se abbiamo una quarta stagione di Lucifer dobbiamo ringraziare il colosso americano. Insomma, le situazioni cambiano, i budget cambiano e di conseguenza la serie ne esce sicuramente cambiata.

Le aspettative dopo le prime due stagioni erano molto alte e spesso in questi casi si tende a tirare troppo la corda cercando di alzare l’asticella. Per certi versi sembra quasi che Black Mirror, cercando di rincorrere l’ombra di se stesso, si sia solo allontanato da quello che rappresentava. Nonostante ciò io personalmente nutro ancora grandi aspettative per la sesta stagione in uscita a breve, forse anche per la presenza di Aaron Paul ( Breaking Bad). Brooker sicuramente ha ancora tutti i mezzi per rifarsi e sorprenderci un’altra volta ancora.

Vorrei lasciarvi con una teoria interessante, sicuramente troppo bella per essere vera, ma per chi ama la metanarrativa come il sottoscritto è pane per i suoi denti. Non è mia e non me ne prendo il merito, anzi, ve la riporto così come l’ho trovata, anche perché non saprei scriverla meglio.

Forse Charlie Brooker e Black Mirror sono appena diventati così post-moderni che alla fine stanno dicendo: “Questo spettacolo e Netflix sono una gigantesca perdita di tempo. Questo è il vero specchio nero. Guarda te stesso, guarda cosa stai scegliendo di guardare e su cui dedicare il tuo tempo. Onestamente sarebbe piuttosto divertente se Brooker stesse facendo intenzionalmente una cattiva televisione solo per dimostrare questo punto, ma sembra anche più una trama di Black Mirror che uno scenario di vita reale.

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