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Articolo Gaming

La difficoltà nei videogiochi

root • 30 Aprile 2023

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A tutti nella propria carriera da videogiocatori è capitato di gettare via il controller a causa di un boss troppo forte, un salto troppo complesso o una sezione incredibilmente ostica. Per propria natura, gran parte dei videogiochi sul mercato vogliono offrire una sfida ai player, ostacoli da superare per far sì che il traguardo finale sia un premio più soddisfacente da ottenere. Ma quando è che un gioco diventa troppo difficile? Scopriamolo subito.

La difficoltà di un gioco può essere suddivisa in tre macro-categorie: difficoltà matematiche (le statistiche dei nemici aumentano, quelle del player diminuiscono), difficoltà meccaniche (il livello richiede tecniche avanzate di platform, il boss ha un pattern che richiede tempi di reazione brevi da parte del player), frustrazione (mai giocato un rage game? Allora saprete di cosa parlo).

Nel primo caso si tratta di una scelta “pigra”, per fornire più content ai giocatori, ed è spesso adottato per implementare difficoltà regolabili: nella modalità “facile” i nemici faranno danni ridotti, permettendo al giocatore inesperto di godersi la storia, mentre quella “difficile” darà alle stesse creature attacchi più devastanti, tenendo sulle spine anche i giocatori più esperti.

La seconda categoria pone invece i giocatori davanti a un muro, che dovranno superare utilizzando solamente le proprie skill: ad esempio, è estremamente difficile atterrare un boss di Dark Souls solamente livellando il proprio pg, è necessario imparare a difendersi dai suoi colpi e colpirlo al momento giusto, insomma, diventare bravi a giocare.

Il terzo caso è applicabile quasi solamente ai giochi fatti apposta per fornire un’esperienza frustrante ai giocatori, come il celebre Getting over it o l’iconico Cat Mario. Per quanto però sarebbe idilliaco che fosse soltanto così, esistono diversi videogiochi che rientrano in questo scaglione a causa di povere scelte di game e level design, che rendono il giocare a certe sezioni inutilmente frustrante:
ad esempio, alcune sezioni di Dark Souls 2, intasate di nemici con proiettili ad inseguimento (sto parlando di te, Santuario di Amana), risultano inutilmente ostiche da superare, anche per i player più esperti. Un altro esempio è il boss finale del Pantheon di Nidosacro in Hollow Knight, gioco perfetto in ogni altro aspetto, ma che ha peró fornito come ultima challenge segreta una versione velocizzata e con più proiettili di un boss precedente, da combattere dopo aver sconfitto i precedenti 41 boss del gioco. Di fila.

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