Negli ultimi tempi si è parlato molto della diatriba tra mondo cinematografico e mondo videoludico. Questo perché, con l’aumento della qualità nella progettazione e creazione dei videogiochi, essi si sono legati sempre di più al ben più vecchio sistema d’intrattenimento a schermo dei film.
Ciò è successo in quanto entrambi i prodotti hanno il loro perno nell’audio-visivo. Sia film che videogiochi vengono difatti usufruiti dal consumatore attraverso uno schermo e/o comunque non possono mancare di un’interazione a immagini. Questo ha portato a sviluppare una qualità audio-visiva per i videogames che dovesse concorrere alla qualità audio-visiva del mondo cinematografico.
Il giudizio di Harmony Korine
Harmony Korine è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore statunitense. È considerato un’importante figura del cinema indipendente e recentemente ha spiegato il suo punto di vista sulla questione. Secondo lui i sistemi e i motori di gioco sono avanzati così tanto in qualità grafica che
Potresti guardare il ‘trailer di Call of Duty’ adesso, e sembra migliore di qualsiasi cosa abbia mai fatto Steven Spielberg.
Nonostante la forte affermazione, Korine non decanta il cinema come ormai decadente e fallace, in quanto egli stesso cerca modi alternativi per far sopravvivere l’arte cinematografica. Ne è un esempio il suo ultimo lavoro, Aggro Dr1ft, film del 2023 presentato in anteprima alla 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 2 settembre del medesimo anno.
Il film difatti è un esperimento di integrazione tra cinema e videogames, essendo stato girato dal direttore della fotografia Arnaud Potier interamente con macchine da presa ad infrarossi. Il girato è stato poi filtrato in post-produzione tramite imaging 3D, computer grafica e tool IA per rendere le immagine più intellegibili ad occhio umano, similmente ad una fluoroscopia. L’effetto che se ne ricava è quello di essere davanti ad un prodotto creato con un motore grafico per videogiochi come ad esempio l’Unreal Engine o Unity 3D.
Attori videoludici
Il settore dei videogiochi dal punto di vista attoriale non entra necessariamente in competizione con il settore cinematografico, difatti l’avanzamento tecnologico dei motori grafici permette sempre più di utilizzare attori in carne ed ossa per i personaggi dei videogames. Bisogna dire che già prima gli attori venivano utilizzati nei videogiochi soprattutto nella veste di doppiatori, per doppiare un determinato personaggio.
Ma negli ultimi anni sempre più attori prestano le loro facce e le loro doti attoriali al mondo dei videogiochi. Basti pensare all’iconico esempio di Keanu Reeves in Cyberpunk 2077 (2020) o a Norman Reedus, Mads Mikkelsen e Léa Seydoux in Death Stranding (2019). Interessante poi è il caso di Henry Cavill, interprete di Geralt di Rivia nella serie tv The Witcher (2019-in corso).

Difatti, seppure la serie tv è tratta dai romanzi di Andrzej Sapkowski, Cavill si avvicina alla saga tramite i tre videogiochi della casa di produzione videoludica CD Project Red. Le divergenze tra i romanzi e i videogiochi sono state le cause della rinuncia di Henry Cavill al ruolo di Geralt dopo tre stagioni.
Cinema e Mondo Videoludico: Miglior interazione possibile tra i due ambienti
Come già a loro tempo Lucas e Spielberg spiegavano, ci sono delle grandi differenze che sussistono e continueranno a sussistere tra cinema e videogiochi, differenze che non verranno mai superate perché intrinsecamente divisorie. Si tratta di ciò che c’è alla base di questi due ambienti: linguaggi diversi.
I due linguaggi si potranno sublimare insieme ed interagire bene tra loro, ma non si potranno mai fondere, perché il cinema non è la stessa realtà di quella del mondo videoludico. Questo è il motivo della bassa qualità degli adattamenti di videogiochi a film/serie tv. Eccezioni ci sono, quali la serie tv The Last Of Us (2023) adattamento dell’omonimo videogioco. La qualità di questo prodotto è data da un buon utilizzo del linguaggio cinematografico per cambiare e/o adattare soluzioni videoludiche al nuovo media di riferimento.
