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Recensione Anime & Manga

Hell’s Paradise: l’oscurità dell’animo umano

root • 8 Luglio 2023

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Un viaggio nella mente contorta dell’uomo, delineando una ambientazione alienante e dei personaggi determinati a perdere la propria umanità pur di raggiungere il proprio scopo: questo è Hell’s Paradise.

Introduzione

Jigokuraku o Hell’s Paradise in italiano viene tradotto come “Paradiso Infernale”, una nomea piuttosto inquietante, da cui ci si può aspettare un anime prettamente crudo ed esplicito (effettivamente in parte è così).

Ma non è solo questo, perché nonostante ci venga mostrata una realtà distopica e risalente a un’epoca estremamente lontana dal presente, è praticamente impossibile non immedesimarsi nei personaggi.

Inizialmente è plausibile che empatizzare con i personaggi sia improponibile, visto che si palesano delle personalità con delle capacita fisiche disumane e abilità che normalmente si attribuirebbero a delle divinità.

Ma bastano alcuni minuti del primo episodio per renderci conto di come il primo personaggio subumano, ossia il protagonista Gabimaru l’arido, nutra in sé stesso, per la prima volta in tutta la sua vita, la paura della morte.

Gabimaru può essere considerato un riflesso dell’umanità, perché nonostante abbia acquisito in tutto il Giappone la fama di freddo assassino, uno shinobi capace di svolgere le sue mansioni egregiamente interpretando tranquillamente il ruolo di omicida, alla fine ritrova le sue emozioni.

Delle emozioni fievolmente percepibili, causate non dalla paura di perdere la propria vita, ma di non rivedere per sempre la persona che si ama.

Tutto questo darà inizio alla missione di Gabimaru, il cui viaggio sarà incentrato inconsciamente sulla scoperta della propria sensibilità e debolezza da comune mortale.

In poche parole, per quanto questo anime parli di divinità ed immortalità, i personaggi raffigurati sono pure sempre umani e non possono non provare sentimenti.

Narrativa

Le premesse iniziali sembrano l’ideale per lo sviluppo di una narrazione che ruota attorno a una gioviale e fresca avventura. Alla fine si tratta del recupero di un semplice tonico dell’immortalità, giusto?

L’unica differenza è che i soggetti incaricati di ricercare quel liquido portentoso non sono delle persone comuni, ma dei tutt’altro che affidabili condannati a morte, tra cui Gabimaru.

Una decisione che si potrebbe considerare drastica ma inevitabile, perché il tonico si trova in un isola estremamente pericolosa, da cui i pochi uomini che sono tornati vivi in patria si sono trasformati anormalmente in una accozzaglia di fiori e resti umani.

Alla fine inviare delle persone che rappresentano l’onta più disonorevole della società giapponese, risulta decisamente il male minore. Ma in Hell’s Paradise l’obiettivo principale è distruggere gli schemi di una realtà che somiglia alla nostra.


Una realtà in cui gli ultimi vengono abbandonati e lasciati a marcire sotto i raggi dell’impetuoso scorrere dell’esistenza. Però per i condannati a morte si palesa la possibilità di redimersi, nonostante la posta in gioco sia la vita stessa.

Nell’insieme una introduzione del genere in fondo non sembra così accattivante , ma l’atmosfera magnetica di questo anime non può essere descritta agevolmente. La brutalità dell’essere umano è l’elemento che risalta maggiormente, poiché si assiste a combattimenti fuori dagli schemi, che finiscono con l’umiliazione della parte sconfitta.

Ciò che impressiona distintamente è l’ambientazione dell’isola in cui approdano i condannati, lo Jigokuraku. Un lembo di terra in cui la natura ne è la padrona, assieme a delle creature umanoidi che definirle mostruose è riduttivo.

Queste sono lo specchio della mescolanza di credenze religiose quali lo shintoismo e il buddismo, considerabili inconcepibili in un presunto paradiso. Ma ciò che non rende questo luogo il giardino dell’Eden non è l’incompatibilità religiosa, ma la figura grottesca e raccapricciante di questi mostri, che potrebbero essere attribuibili alla metafora dell’umanità macchiata dall‘invidia, dall’avidità e dall’odio.

Le immagini concettuali mostrate episodio per episodio sono molto dirette, in modo da portare progressivamente in superficie il filo rosso che collega gli episodi, che si può solamente scovare sentendo proprie le vicende dei personaggi.

Andando avanti con gli episodi, la lotta contro esseri superiori riporta una costante tensione, rendendo indecifrabili le macchinazioni del fato.

Aspetto tecnico

Il comparto tecnico dello studio Mappa risulta impeccabile, ma un po’ sottotono rispetto ad altre loro serie, non perché vengono animati al minimo dettaglio combattimenti mirabolanti, ma per una migliore connotazione dei momenti emotivi dell’opera. In Hell’s Paradise si cerca di proporre l’effetto drammatico della seconda stagione di Vinland Saga, anche se inequivocabilmente le due narrazioni non sono assolutamente paragonabili.

La sensazione percepita è una maggiore attenzione ai piccoli particolari, forse anche solo quei frame rappresentativi di immagini sospese nel tempo, che permettono di assaporare pienamente l’atmosfera.

Queste caratteristiche messe assieme risaltano anche solamente nella opening dell’opera , dettata da una composizione musicale coinvolgente .

In generale la componente tecnica risulta un’ottimo strumento a supporto della narrazione, ma non è stato come per altri prodotti animati la sola formula del successo ricevuto.

Personaggi

Hell’s Paradise potrebbe sembrare la classica storia del protagonista che, assieme ai suoi compagni di viaggio, subisce un processo di miglioramento passando dalle parte del cattivo standard al salvatore di popoli, ma il contesto è più complesso.

Iniziamo dal protagonista, Gabimaru. È un uomo che ha sfiorato innumerevoli volte la morte, evitandola per merito di un corpo forgiato dagli allenamenti logoranti relegati agli shinobi.

Una fatica immensa che ha assopito le emozioni dell’arido, che per anni ha trovato negli omicidi commissionati dal suo signore la fiamma della vita, destinata a spegnersi da un momento all’altro se non fosse arrivata una persona capace di dare un senso alla sua esistenza.


Nel giovane Gabimaru , che ha perso la propria famiglia in tenera età, il cuore ha ripreso a battere grazie a un matrimonio combinato con la figlia del suo signore, che impartiva gli ordini per l’operato del ragazzo come shinobi.

Una dinamica inizialmente forzata è successivamente mutata in una pura forma di amore, di cui Gabimaru non poteva mai più farne a meno. Ma da un giorno all’altro è stato catturato e condannato a morte. A quel punto qualsiasi proposta era allettante, se lo scopo era ricongiungersi con la propria amata.


Ciò che ci giunge è una personalità confusa, di un uomo che non si è compreso fino a quel momento, credendo fino al midollo che fosse apatico. Naturalmente le emozioni sono trapelate, mostrando la debolezza di un essere umano.

Tutto questo è una caratteristica comune dei condannati coinvolti nella missione, perché lottano per tenersi ancorati alla loro vocazione oppure semplicemente aspirano alla libertà. Sono delle motivazioni differenti, ma dimostrano che il diritto alla vita è una speranza insita nelle persone di estrazioni sociali completamente divergenti.

Andando avanti con la narrazione, si viene catapultati in un turbinio di struggimento sempre più profondo, capace di far empatizzare addirittura con un essere a tratti umano a tratti mostruoso, che ha sempre covato dalla sua nascita una fame tale da cibarsi dei suoi genitori e praticare cannibalismo.

Questa pietà deriva dal desiderio di capire un incompreso, che come tutti ha delle debolezze. Guardando Hell’s Paradise, facciamo nostre le insicurezze dei personaggi, riportando alla mente un pensiero fisso: accettando le mie fragilità, posso allo stesso tempo risvegliare una volontà straordinaria?

Tematiche

Raramente nella quotidianità gli opposti si mescolano continuamente tra loro, anzi è un fenomeno inconcepibile nel mondo occidentale ma per parte del mondo orientale è la pura normalità. È una prerogativa determinante nel Taoismo, una credenza religiosa e spirituale. Infatti si parla del tao, una energia spirituale presente in ogni vivente, che si accresce con la coesistenza in un individuo degli opposti.

Degli opposti che possono corrispondere alla presenza in un individuo di una componente sia maschile che femminile, che è possibile attraverso l’atto carnale tra un uomo e una donna. Inutile dire che non è un passionale amore disinteressato, ma un atto che ha lo scopo di aumentare la grandezza del tao.

I protagonisti non ricercano il tao, anche perché solo dopo un certo tempo di permanenza sull’isola apprendono l’esistenza di questa forza spirituale. Solo alcuni, attraverso la ricerca dell’esistenza nel proprio animo della forza e debolezza, del coraggio e della paura, dell‘amore e dell’odio, riescono a far fluire questo potere.

Ma allora la vera forza non sta nell‘imperturbabilità delle proprie convinzioni? Ebbene una forza più imponente è la capacità di distruggere i pilastri usati come appiglio, che erroneamente tutti si creano per non farsi travolgere dall’impervietà dell’esistenza.

Distruzione e rinascita, la formula essenziale che non ha raggiunto gli spiriti degli avidi e dei nobili di cuore, incapaci di trovare un compromesso. Ma tutti i fatti che avvengono nella storia (e anche nel mondo reale) non sono bianco o nero, ma un grigio indefinito, che non né torto né ragione.

Un ossimoro evidenziato dal titolo stesso Hell’s Paradise, il paradiso infernale con cui l’umanità ha paura di interfacciarsi. Una dimensione presente nel cuore di tutti, ma accessibile a chi non vede necessario proteggersi dietro a maschere artificiose, create nel corso del tempo per adattarsi alle situazioni che si palesano.

L’unica strada è essere sé stessi, imponendo senza paura la propria natura, anche se considerabile bizzarra e non rientrante nei canoni mentali della società.

Conclusioni

Il viaggio in un mondo sommerso dall’egoismo e dalla mostruosità umana, specchio della vita reale ancora acerba e instabile, come se ci fossimo fermati in un loop senza fine.

Il tutto si annulla per mezzo dell’amore per il prossimo e per sé stessi, che allontana qualunque dubbio dalla psiche. Questo non è un processo istantaneo, perché ci vuole tempo per essere onesti con noi stessi e far così trasparire sempre di più le nostre emozioni.

Ciò fa pensare che in fondo un po’ tutti siamo come l’arido Gabimaru.

Narrativa: 7
Lato tecnico: 8
Personaggi: 8
Tematiche: 8

Voto totale: 7,75


L’anime è disponibile su Crunchyroll ed anche stata annunciata una seconda stagione, tutte le informazioni potete trovarle in questo articolo.

Per leggere altre recensione BY XEUD, vi invitiamo a controllare la nostra sezione recensioni

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