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Recensione Anime & Manga

17 anni: Un viaggio nelle viscere del Giappone moderno

root • 9 Luglio 2023

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L’opera di Seiji Fujii, “17 anni”, ripercorre e reinterpreta uno degli episodi più macabri e scabrosi della società giapponese, che ha segnato e sconcertato il mondo intero.

Stiamo parlando di qualcosa che è giunto alle orecchie incredule e agli occhi spaventati, colmi di disgusto e seminati dal pregiudizio, di miliardi e miliardi e persone: si tratta dell’omicidio di Junko Furuta.

Una prospettiva geniale e raccapricciante

Ciò che viene saggiamente riportato nei 4 volumi del manga “17 anni” sono le torture, le ingiustizie, le angherie, i soprusi e i traumi inflitti alla giovanissima Sachiko successivamente al sequestro subito per mano di Hiroki, altrettanto giovane ragazzo appena arrivato nella banda di Miyamoto. Quest’ultimo viene invece presentato come criminale sadico e ben più esperto, pronto a tutto pur di soddisfare i propri vizi e capricci, non curante di una giustizia che non può scalfirlo dato il pesante nome che porta sulle spalle come fosse la più incredibile delle armature; il nome degli Yakuza.

In ogni caso, a rendere la storia di “17 anni” unica ed irripetibile rispetto alle precedenti o successive trasposizioni letterarie, cinematografiche o animate del medesimo evento non è la crudeltà con la quale vengono raccontarti i terrificanti eventi realmente accaduti, non è la volontà di pugnalare e giocare con la sensibilità del lettore con un elenco delle umiliazioni ricevute dalla giovane vittima, bensì si tratta di prospettiva; ci troviamo di fronte alla prospettiva di un ragazzo del quale viviamo e sentiamo sulla nostra pelle, tavola dopo tavola, il cambiamento, l’evoluzione o involuzione in un mostro, in un essere diabolico che non riesce ad accettare o tanto meno interpretare la gravità di ciò che è accaduto e l’incostentabile importanza avuta da lui stesso nel succedersi e nel procedere degli eventi.

È la prospettiva perfidamente coinvolgente di un ragazzo che in un tempo effimero si ritrova catapultato in un contesto che non gli appartiene, nel quale si sente estraneo ma allo stesso tempo costretto a spiccare sugli altri e ad inglobare, far colare a picco assieme a lui, più persone possibili, come per dividere il proprio peccato equamente con altri aguzzini, come per sentirsi meno colpevoli di azioni che nulla hanno a che vedere con la gentilezza, con la bontà, azioni che pagina dopo pagina, volume dopo volume, assumono tratti sempre più irreversibili, simbolo e testimonianza di un mondo, quello della criminalità, che senza il giusto aiuto o attenzioni ti assorbe, ti rende parte integrante di sé e non ti lascia possibilità di uscire, anzi ti permette solo di scendere più a fondo, inevitabilmente, come in un imbuto, come in un vortice infinito, come in un pozzo senza fondo, dove nessun pentimento o rimorso potrà salvarti e cicatrizzare le ferite.

Ma non è finita qui, ad aggiungere un’enorme nota di angoscia e tristezza, volta ad accompagnare inesorabilmente ogni lettore dall’inizio alla fine dell’opera ci sarà il punto di vista di Miki, sorella della sfortunata Sachiko, e il racconto di un rapporto eterno e genuino che porterà la giovane eroina a tentare l’impossibile pur di rivedere e riabbracciare tra mille lacrime la vittima, andando oltre le pigre investigazioni della polizia locale e immolandosi per la causa, affrontando i pericoli di una città notturna e sfidando l’indifferenza di quartieri chiusi in sé stessi, finendo per cogliere ogni piccolo, timido e invisibile segnale di chi gli sta attorno, in particolare del protagonista stesso della vicenda, Hiroki, il quale tenterà più volte di sfuggire dalle emozioni di Miki pur di non crollare come un castello di carte al vento e rivelare anche i dettagli più scabrosi, consegnandosi così alla giustizia.
Sarà una serie di coincidenze ed incontri fortuiti tra i due, sarà l’invisibile filo del subdolo destino che lega inesorabilmente vittima e carnefice a far rimanere i lettori col fiato sospeso, con gli occhi sgranati, con le mani sudate, procedendo con la narrazione per sapere se a primeggiare saranno le mura d’indifferenza di Hiroki o le arieti di affetto di Miki.

Una verità scomoda portata fuori dal suo guscio


Attraverso una riproposta degli eventi, per certi versi decontestualizzata e senza alcuna ombra di dubbio modificata in favore dei desideri dell’autore, 17 anni riporta egregiamente alla luce uno degli aspetti che meglio risalta dalla reale vicenda, ovvero la problematica più radicata e ancora attuale della società giapponese: una morbosa attenzione alla apparenze.

L’omicidio di Junko Furuta è stato difatti causa non solo di un gruppo ristretto di giovani scellerati, bensì anche e soprattutto della disarmante passività e non curanza della società intera, una società perfettamente dipinta e fotografata nei suoi tratti più trasparenti, una società che piuttosto che esprimersi e fare un passo avanti, mostrare la faccia al pericolo, ha deciso di girarsi dall’altra parte e far finta che nulla fosse accaduto, che qualcun altro dovesse occuparsene, che le ripercussioni sarebbero state troppo severe, finendo per buttare la polvere sotto al tappeto; prima per una sera, poi giorni, poi settimane, portando ad una conclusione ormai inevitabile: la morte di una ragazza come tante.

Una vita come le altre, che appena cominciata già era stata stroncata e soffocata ancora una volta dal peso delle apparenze, da un individualismo che ha perso la sua umanità, da un’indifferenza silenziosa e con le orecchie tappate, incapace di ascoltare delle semplici richieste d’aiuto, che per quanto strillate a più non posso, non hanno portato ad altro che ad un fallimento indimenticabile come esseri umani, ad una ferita ancora aperta, ad una botta in pieno viso, che coinvolge e lega tutti, da troppo tempo, e chissà per quanto ancora.


Una storia per pochi scritta per tutti

17 anni è un’opera che va consigliata a chiunque voglia dare uno sguardo sincero alla realtà nipponica, un’opera che sviscera ed esibisce su un piedistallo una situazione scomoda, ma lo fa senza filtri e senza rimorsi, senza smussare gli angoli anzi accentuando gli spigoli più pungenti. 17 anni richiede però una cosa ben precisa, richiede prontezza e non accetta scuse, 17 anni non si fa scrupoli e non mostra pietà. 17 anni non è per tutti, e proprio per questo va letta da tutti, per essere pronti e per imparare una volta per tutte dai nostri errori.

Il manga è edito in Italia da J-POP

Trama: 8
Lato tecnico: 6
Personaggi: 8
Tematiche: 10

Voto: 8

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