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Recensione Gaming

Okami, l’amore per la mitologia giapponese

root • 23 Ottobre 2023

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Le più classiche ed iconiche storie giapponesi reinterpretate dal punto di vista di un… lupo? Benvenuti nel mondo di Okami!

C’era una volta un villaggio lontano preso di mira da una bestia a otto teste, e che fu infine sconfitta da un impavido eroe. Queste sono le premesse di uno dei miti giapponesi più celebri, ovvero l’uccisione del leggendario serpente a otto teste Yamata no Orochi da parte del dio delle tempeste Susanoo; le stesse premesse sono sfruttate in Okami, gioco d’avventura rilasciato da Capcom per Playstation 2, Wii e Playstation 3 tra il 2006 e il 2012, e remasterizzato in HD anche per console moderne e PC nel 2017.

Nota: questa recensione fa riferimento alla versione HD su Steam, pertanto eventuali problematiche della versione originale o su console non saranno riportate

OKAMI HD
Anno: 2017
Genere: Azione, Avventura
Piattaforme: PC, Switch, PS4, XBOX ONE

Sinossi

Scopri questo acclamato capolavoro con la sua famosa arte a inchiostro di china resa con un’alta risoluzione mozzafiato. Vesti i panni di Amaterasu, la dea giapponese del sole che si incarna in un leggendario lupo bianco in una missione per sconfiggere Orochi, un demone a otto teste e mostro tirannico responsabile per aver trasformato il mondo nipponico in una landa desolata.” – Pagina di Steam ufficiale di Okami

Recensione

Prima di iniziare a parlare di questo gioco, è importante comprendere il dubbio principale: perchè un lupo? In tutte le rappresentazioni giapponesi, la dea Amaterasu protagonista del gioco ha sempre avuto forme umane. La risposta va cercata nell’intricata semantica giapponese, dove la parola Okami ha il duplice significato “divinità” o “lupo“, in base ai kanji che vengono utilizzati.

Ambientato nella terra di Nippon (Letteralmente, Giappone), Okami è un gioco d’avventura che promette di ricalcare le avventure di tanti famosi miti giapponesi attraverso i panni di Amaterasu, la dea del sole, e il suo fedele compagno Issun, un folletto ed esperto disegnatore. Infatti, il serpente leggendario Orochi che era stato sconfitto 100 anni prima minaccia di tornare, portando le terre del giappone in uno stato di caos e avvizzimento.

Il gameplay di Okami rivolve attorno le “Brush Techniques“, tecniche in cui si utilizza un pennello per, tramite appositi segni, evocare speciali poteri che hanno a che fare con la natura o il combattimento. Attraverso queste tecniche, che spaziano dal tagliare i nemici oppure far apparire alberi e folate di vento, Amaterasu potrà influenzare il mondo di gioco che la circonda e opporsi così alle forze del male.

Il pennello permette di disegnare a mano libera sullo schermo; ciò si presta alla perfezione per input con puntatore o giroscopio, come ad esempio il controller della Nintendo Switch oppure molto banalmente il mouse se si sta giocando su pc, mentre è leggermente più ostico su controller, ma questo non inficia le sezioni di gameplay di Okami in alcun modo.

In aggiunta a ciò, durante le sezioni di combattimento, sarà possibile utilizzare tre tipologie di armi per attaccare i nemici corpo a corpo; queste armi possono essere equipaggiate sia come principali che secondarie, fornendo il loro potenziale offensivo nel primo caso, mentre un’abilità passiva-difensiva nel secondo.

Altre abilità che diventano utili in battaglia sono il livello di divinità di Amaterasu, una barriera che si carica effettuando combo con successo e che permette di proteggere il personaggio fino a 3 colpi, e la sacca astrale, un oggetto che quando riempito di cibo riporta Amaterasu in vita dopo essere stata abbattuta.

Con questa grande mole di abilità da utilizzare, diventa lampante una cosa: il sistema di combattimento va estremamente a favore del giocatore, rendendo veramente difficile andare KO contro un avversario; messo ciò in combo con i numerosi oggetti curativi e di protezione che è possibile utilizzare in battaglia, e sarà possibile fare run intere senza morire nemmeno una volta anche senza impegnarsi o approcciando Okami per la prima volta.

Okami si presenta come un titolo strapieno di contenuti, soprattutto grazie ad una delle meccaniche di potenziamento principali, ovvero la gratitudine: completando side quest, oppure dando da mangiare ad animali, revitalizzando piante, e chi più ne ha più ne metta, sarà possibile ottenere punti gratitudine per potenziare le proprie statistiche di base, come i punti vita, le borse di inchiostro per utilizzare le proprie tecniche e il numero di sacche astrali disponibili. Vien da sè che il gioco sia colmo di contenuti in ogni angolo, fornendo un oceano di missioni opzionali e non.

La storia principale è scorrevole e mai noiosa, alternando sezioni di narrazione pura (forse anche troppe e colme di dialoghi superflui) a sezioni di esplorazioni del mondo o dei dungeon. Riguardo a questo punto, Okami ha una struttura di progresso molto simile ai primi giochi della saga di The Legend of Zelda, però presentata in maniera ancora più lineare rispetto a titoli del franchise di Nintendo. I puzzle dei labirinti sono estremamente creativi e sfruttano a pieno le meccaniche introdotte tramite le Brush Techniques, e culminano tutti con dei boss che necessitano di una specifica abilità per essere sconfitti.

La problematica principale del gioco, oltre a non avere una difficoltà regolabile per fornire un’esperienza di gioco più complessa per giocatori più hardcore, è probabilmente l’estrema prolissità nella maggior parte delle sezioni dialogiche, che unito all’impossibilità di Amaterasu di interagire nei dialoghi, spezzano la dinamicità del gameplay in maniera talvolta frustrante. Tuttavia, è da notare che si tratta di una fiaba che sta venendo raccontata, e di conseguenza è comprensibile questa scelta stilistica. La storia in sè resta estremamente bella, e fa affezionare subito ai personaggi che si incontrano.

Punta di diamante di Okami è invece il comparto grafico. Lo stile adottato è quello dei tradizionali acquerelli giapponesi, con grandi pennellate di inchiostro per delineare i contorni e colori e modelli che si manifestano come “grezzi” e con sbavature per meglio incanalare lo stile grafico scelto; inoltre, il movimento del vento, delle onde del mare, ed altri effetti grafici simili sono fisicamente manifesti tramite linee di inchiostro, come se fosse il disegno di un bambino. In aggiunta a ciò, l’artstyle dei personaggi è estremamente iconico e il character design permette immediatamente di comprendere il ruolo nella storia degli NPC.

Per quanto riguarda invece il comparto sonoro, la musica va a mimicare il tradizonale stile musicale giapponese, però presentato in una modalità più orchestrale che accompagna bene ogni scena e aiuta ad immergersi nell’atmosfera di Okami in maniera sublime. Nulla da dire invece per il sound design, che svolge bene la sua funzione senza però essere troppo degno di nota.

Okami incarna una specifica atmosfera, ovvero quella che presumibilmente si poteva respirare durante l’era feudale del giappone, attraverso le storie appartenenti al folklore di quella cultura, e riesce perfettamente in questo intento nonostante le piccole sbavature nel gameplay e nella narrativa. Un must try se siete appassionati di mitologia, oppure se semplicemente vi piace questo stile grafico!

VOTI:
Gameplay: 7.5
Grafica: 10
Sonoro: 8.5
Narrativa: 8

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